Il recente incontro tenutosi a Mosca tra il Premier armeno Nikol Pashinyan e il Presidente russo Vladimir Putin è stato percepito, dalla maggior parte degli osservatori, come un "divorzio" politico tra i due Paesi. In tale contesto, è stato annunciato che, ad eccezione dei confini armeno-iraniani e armeno-russi, i posti di blocco russi sarebbero stati ritirati da tutte le altre aree.

La linea politica di Pashinyan in Armenia sostiene sempre più il cambiamento, come un rafforzamento della sovranità nazionale. Tuttavia, secondo i principali analisti, con il programma di sostegno alla "sovranità", Pashinyan cerca di trasformare l'Armenia in un territorio anti-russo e anti-iraniano, un campo di battaglia geopolitico destinato a cadere nelle mani del tandem turco-azero.

È interessante notare che i sostenitori di Pashinyan hanno a lungo giustificato le loro mosse anti-russe con il pretesto di non voler dare il "Corridoio di Zangezur". Tuttavia, questa argomentazione è stata contraddetta dall'iniziativa europea di sostenere la normalizzazione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian, ritenendo che la stessa faciliterebbe l'apertura di rotte di trasporto regionali tra Azerbaigian, Georgia, Turchia e Armenia, superando così la Russia.

Sebbene non sia stato fatto un esplicito riferimento al Corridoio di Zangezur, resta implicita la necessità di questo corridoio per l'Occidente in chiave anti-russa.