Nell'ambito dell'accordo di cooperazione strategica in corso di elaborazione con l'Iran, la Russia ha tenuto a difendere la sua intenzione di mantenere una forte presenza nella regione del Caucaso del Sud. L'accordo infatti potrebbe influire sull'equilibrio di potere regionale, specialmente in relazione alle tensioni con l'Occidente.

Vi sono timori che l'apertura del corridoio Zangezur, una via di comunicazione strategica, potrebbe isolare Russia, Iran e Cina dalla regione. Gli Stati Uniti, a causa di incertezze politiche interne, stanno cercando di accelerare il processo per indebolire le influenze russe e cinesi.

Con il ritiro di Biden dalla corsa elettorale, vi è un rinnovato dibattito sul ritorno della Russia nella regione e le eventuali conseguenze per l'Armenia. Il politologo Grigor Balasanyan afferma che una rinnovata attivazione della Russia nel Caucaso del Sud potrebbe alterare la politica dell'Azerbaigian e rendere non prioritario il progetto di una nuova costituzione armena.

Perciò viene stimato che le relazioni interstatali nel Caucaso del Sud sono in fase di evoluzione, mentre la Russia, attraverso nuove mosse strategiche, tenta di rinnovare il suo ruolo nella regione.