Si è tenuto l'8 ottobre a Mosca il vertice della Comunità degli Stati Indipendenti CSI, ospitato da Vladimir Putin, con particolare attenzione agli incontri tra il presidente russo e i leader di Armenia e Azerbaigian. Durante il vertice, Vladimir Putin ha avuto incontri bilaterali con il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, e con il primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, per discutere della situazione delicata tra i due Paesi.

La questione centrale riguarda la risoluzione del conflitto nel Nagorno-Karabakh e le tensioni persistenti. Il vice primo ministro russo Alexei Overchuk ha menzionato la complessità della firma di un trattato di pace tra Armenia e Azerbaigian, sottolineando le difficoltà legate alla necessità per l'Armenia di modificare la sua Costituzione e la Dichiarazione di Indipendenza.

La Russia gioca un ruolo cruciale nella gestione delle relazioni tra Armenia e Azerbaigian, fungendo da mediatore nelle negoziazioni. Tuttavia, la posizione di Mosca sembra essere sempre più complessa, in parte a causa della crescente influenza della Turchia nella regione.

L’atmosfera amichevole del vertice è messa in luce in diversi momenti, come la celebrazione del compleanno di Putin e l'incontro tra Aliyev e Pashinyan, i quali sembravano impegnati in una conversazione cordiale. Questo suggerisce che, malgrado le tensioni, c'è la volontà di mantenere il dialogo aperto.

Un altro elemento significativo è la decisione di dichiarare Lachin, una città recentemente restituita all'Azerbaigian, come capitale culturale del Commonwealth per il 2025. Questa mossa ha un forte valore simbolico, poiché riflette il ritorno di Lachin sotto il controllo azero dopo anni di disputa con l'Armenia.