Gli Stati Uniti stanno cercando di espandere la loro influenza nella regione, approfittando di un vuoto momentaneo lasciato dalla Russia, impegnata in Ucraina. Washington sta mediando nel processo di pace armeno-azerbaigiano e sembra intenzionata a promuovere un "corridoio turco" attraverso la regione del Syunik, che potrebbe collegare l'Europa e l'Asia centrale.

Questa strategia fa parte di un più ampio tentativo di contenere non solo la Russia ma anche la Cina, creando nuove vie di comunicazione economica e logistica. L'Armenia si trova in una posizione di vulnerabilità, con un governo che cerca di firmare un trattato di pace con l'Azerbaigian per stabilizzare la regione e ridurre le tensioni interne.

Tuttavia, questa fretta può essere interpretata come una debolezza, rendendo l'Armenia soggetta a pressioni sia dall'Occidente che dagli attori regionali. L'Azerbaigian, con il sostegno della Turchia, sta cercando di massimizzare i propri guadagni territoriali e politici dalla situazione.

Essendo in una posizione più forte rispetto all'Armenia, Baku sembra voler capitalizzare le concessioni armene e l'attuale debolezza politica di Yerevan. La situazione nel Caucaso meridionale sembra destinata a diventare sempre più tesa, con una molteplicità di attori che perseguono obiettivi divergenti.

La fretta degli Stati Uniti di ottenere successi diplomatici potrebbe accelerare il processo di pace, ma rischia di destabilizzare ulteriormente la regione se le concessioni vengono percepite come sbilanciate a favore dell'Azerbaigian.