La recente visita della delegazione di sicurezza turca a Baghdad, avvenuta il 14 marzo, dovrebbe essere vista come un passo verso un ampio accordo tra Turchia e Iraq. Il rafforzamento delle relazioni tra i due paesi può cambiare l'equazione nel Medio Oriente e anche in una regione più ampia.
L'enfasi sulla sicurezza nelle recenti discussioni tra Turchia e Iraq non è un caso. Dal punto di vista turco, la presenza del PKK sui territori iracheni, e dal punto di vista iracheno, la presenza della Turchia in Iraq a causa del PKK, sono le principali questioni che ostacolano un più ampio accordo.
Quando queste relazioni saranno stabilite, i colloqui di intenti tra Turchia e Iraq potrebbe tradursi in un accordo reale, che dovrebbe essere annunciato durante le discussioni tra il presidente Erdogan, il presidente iracheno Abdul Latif Rashid e il Primo Ministro Mohamed Shia al-Sudani. L'intensificazione delle discussioni tra Turchia e Iraq è strettamente collegata alla serie di operazioni delle forze armate turche contro il PKK nei territori iracheni dal maggio 2019.
Per realizzare i progetti energetici e di trasporto, tra cui la riapertura di due oleodotti che trasportano petrolio da Mosul e Kirkuk alla Ceyhan-Yumurtalık in Turchia, in precedenza fermati a causa di attacchi, e la connessione del Golfo di Basra alla Turchia attraverso autostrade e linee ferroviarie, è necessario garantire la sicurezza. Essa è strettamente legata alla lotta contro organizzazioni come il PKK ed ISIS, per cui queste misure sono interdipendenti.
Inoltre, l’accordo potrebbe aprire una nuova gestione delle risorse idriche del Tigri e dell’Eufrate. Se l’accordo venisse raggiunto, la cooperazione Turchia-Iraq potrebbe avere un ruolo preminente in un mondo che sta cambiando rapidamente.