In seguito a un'indagine del Fondo Monetario Internazionale (FMI) sulle effettive pratiche anti-furto nel settore energetico del Pakistan, il governo pakistano ha assicurato al FMI che non verranno stanziati fondi extra per saldare i debiti di PKR 493 miliardi delle centrali energetiche cinesi. L'FMI aveva infatti espresso delle obiezioni riguardo la decisione del governo di allocare i finanziamenti per le suddette centrali oltre l'importo previsto di PKR 48 miliardi per questo anno fiscale.

A ciò, si aggiungono le preoccupazioni per l'accumulo del debito circolare dei progetti CPEC, che hanno raggiunto un record di PKR 493 miliardi o USD 1,8 miliardi alla fine di gennaio 2024. Il governo del Pakistan si trova ora ad affrontare critiche anche per presunte violazioni dell'Accordo quadro energetico del 2015 che obbliga il Pakistan a stanziare sufficienti risorse in un fondo speciale per mantenerne immuni gli investitori cinesi dal debito circolare.

Sembra che l'FMI sia scettico riguardo al successo a lungo termine della campagna anti-furto del governo e al ruolo dell'esercito nel monitorare le prestazioni delle aziende di distribuzione energetica.