La Francia e la Spagna stanno applicando una politica estera pragmatica simile a quella degli Stati Uniti, utilizzando delicati giochi di parole per giustificare le loro posizioni sulla questione del Sahara Occidentale. Entrambi i paesi stanno cercando di bilanciare i loro rapporti con l'Algeria e il Marocco, apparentemente appoggiando entrambi i paesi ma senza fare promesse definitive.
Negli ultimi tre settimane, Parigi e Madrid hanno mostrato una dinamica particolare nelle loro relazioni con Rabat e Algeri. Questo si è tradotto in una serie di visite e cancellazioni di visite, con ciascun paese cercando di ottenere vantaggi politici a spese dell'altro.
In particolare, le relazioni tra la Spagna e l'Algeria si sono normalizzate a partire dai fine del dicembre scorso, quando la Spagna ha mandato di nuovo il suo Ambasciatore ad Algeri, dopo averlo ritirato più di due anni fa, a causa di un raffreddamento dei legami dovuto al sostegno della Spagna all'autodeterminazione del Sahara occidentale. D'altra parte, i rapporti tra la Spagna e il Marocco sembrano essere in auge, come dimostra la recente visita del Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez al Marocco, dove è stato accolto dal Re Mohammed VI il 21 febbraio.
In relazione al conflitto del Sahara Occidentale, entrambi i paesi continuano a mantenere una posizione di non-interferenza, evitando di riconoscere apertamente la sovranità del Marocco sulla regione per evitare di alienare l'Algeria. In conclusione, sia la Francia che la Spagna applicano una politica di vaghezza e manipolazione delle parole, cercando di mantenere buone relazioni sia con l'Algeria che con il Marocco, a discapito di una soluzione definitiva per il conflitto del Sahara Occidentale.