In un'epoca di tensioni diplomatiche, l'Ambasciatore di Francia in Marocco, Christophe Lecourtier, ha recentemente chiarito la posizione della Francia riguardo una controversa risoluzione del Parlamento europeo che critica la libertà di stampa in Marocco. L'ambasciatore, in un'intervista rilasciata a TelQuel, ha sottolineato che il voto del 19 gennaio, che esorta le autorità marocchine a "rispettare la libertà di espressione e dei media" e a cessare l'"arresto di tutti i giornalisti", non impegna in alcun modo la Francia.

Contrariamente alle accuse rivolte a Parigi di aver orchestrato una campagna anti-marocchina a Bruxelles, Lecourtier ha categoricamente negato qualsiasi influenza francese nella decisione del Parlamento europeo, affermando che la Francia risponde solo per le azioni delle proprie autorità e non è responsabile delle decisioni prese da un organismo composto da vari gruppi e correnti di pensiero eletti indipendentemente. Oltre alla risoluzione, il rapporto franco-marocchino ha affrontato altri temi delicati, come la disputa sulla sovranità del Sahara e un apparente avvicinamento di Parigi ad Algeri, che sostiene il Polisario.

Queste tensioni emergono nonostante i recenti sforzi per mitigare le frizioni derivanti dalla crisi dei visti del 2021, che aveva gravemente influenzato le relazioni bilaterali. L'ambasciata francese a Rabat ha confermato che l'attività consolare è tornata alla normalità dopo la riduzione dei visti concessi ai cittadini marocchini.

Lecourtier ha anche accennato al miglioramento delle politiche sui visti, ritornando a condizioni pre-crisi e enfatizzando il suo ruolo nell'aprire un nuovo capitolo nelle relazioni franco-marocchine.