A meno di due mesi dalle elezioni municipali del 31 marzo in Turchia, il partito filo-curdo DEM ha rivelato il 9 febbraio i nomi dei suoi due co-candidati a sindaco di Istanbul. Lontano dalla strategia di unione che ha permesso all’opposizione di conquistare la più grande città turca nel 2019, il sindaco uscente, Ekrem Imamoğlu, questa volta deve agire da solo.

In particolare dovrà convincere gli elettori del partito DEM, ex HDP, che a Istanbul rappresenta circa il 10% dei voti. Il partito di sinistra filocurdo ha nominato Meral Danış Beştaş e Murat Çepni candidati a sindaco di Istanbul, la prima è un deputato ed è una figura abbastanza nota nel movimento politico curdo, mentre il suo compagno di corsa lo è molto meno.

Questo a differenza di Basak Demirtas, moglie di Selahattin Demirtaş, ex co-leader del partito filo-curdo in carcere da sette anni, e che ha preferito mettersi da parte. Gli oppositori di questa candidatura sospettano un accordo con il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan: far vincere il partito al potere AKP privando del suo sostegno l'opposizione e il sindaco uscente del CHP Ekrem Imamoglu, in cambio del rilascio di Selahattin Demirtas.

Condannato per “insulti” a funzionari, Ekrem Imamoglu, 52 anni, rischia più di due anni di ineleggibilità se la sua condanna sarà confermata in appello, cosa che lo aveva già privato della possibilità di candidarsi alla presidenza. Gli elettori curdi non hanno perdonato l'atteggiamento del suo partito, che si è rivoltato contro di loro tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali dello scorso maggio.

Per essere rieletto, Ekrem Imamoğlu, avrà bisogno che una parte degli elettori del partito filo-curdo votino per lui, e non per il proprio candidato. Avrà tanto più bisogno di questo sostegno dal momento che l’alleanza dell’opposizione che lo ha portato alla vittoria nelle elezioni municipali del 2019 si è sciolta dopo il fallimento delle elezioni legislative e presidenziali dello scorso anno.

Il 31 marzo Ekrem Imamoglu affronterà almeno altri cinque candidati, tra cui quello al potere, l'ex ministro Murat Kurum.