Circa 61 milioni di elettori sono attesi alle urne domenica per le elezioni amministrative turche, per l'elezione dei sindaci e di altri amministratori locali. Le elezioni municipali, nei decenni passati viste come una semplice faccenda amministrativa per la gestione delle città, hanno assunto un ruolo politico chiave nel paese.
Il Presidente Erdoğan e il suo popolare partito, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AK Party), sperano in un aumento del sostegno degli elettori che potrebbe consolidare il loro governo. Questo turno di elezioni evidenzierà la popolarità di Erdoğan, mentre il suo AK Party cerca di riconquistare le città chiave perse cinque anni fa.
Una vittoria arricchirebbe il già impressionante record di successi elettorali del presidente negli ultimi vent'anni. Nel frattempo, la conquista delle municipalità delle città chiave darà nuovo impulso all'opposizione turca, frantumata e demoralizzata dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali dello scorso anno.
In particolare, le elezioni vedranno un confronto diretto a Istanbul tra Murat Kurum, ex ministro dell'urbanistica e dell'ambiente e candidato dell'AK Party, e l'attuale sindaco Ekrem Imamoğlu del Partito Popolare Repubblicano (CHP), entrambi considerati potenziali futuri candidati presidenziali. Nonostante le attuali difficoltà economiche, Erdoğan è rimasto ottimista, sottolineando i progressi realizzati dal governo nel migliorare il reddito dei pensionati e promettendo giorni migliori per la Turchia una volta che l'inflazione diminuirà nella seconda metà dell'anno.
Se il CHP riuscirà a mantenere il controllo delle grandi città conquistate cinque anni fa, potrà rivitalizzare il partito e presentarsi come un'alternativa all'AK Party. Viceversa, la perdita di Ankara e Istanbul al AK Party potrebbe porre fine alle aspirazioni presidenziali di Yavaş e Imamoğlu.