Il Ministero degli Esteri turco ha riaffermato il suo impegno nei confronti della normalizzazione dei rapporti con la Siria, allo scopo di contribuire alla pace e la stabilità in Medio Oriente, ed in conformità con gli "interessi nazionali". Risponde così alle critiche sulle sue politiche riguardanti la Siria, e il processo di riconciliazione mediato dalla Russia.
Questa presa di posizione arriva in risposta alle osservazioni del Partito Popolare Repubblicano (CHP), principale opposizione, che ha chiesto una revisione della politica estera turca in seguito a rivolte anti-siriane in Turchia e manifestazioni anti-turche nel nord della Siria. La polizia ha arrestato 474 persone coinvolte in attacchi contro la comunità siriana in diverse parti del Paese.
Le violenze, iniziate domenica sera, si sono diffuse in più province, tra cui Kayseri, Hatay, Gaziantep, Konya, Bursa e un distretto di Istanbul. D'altra parte, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha criticato l'opposizione di alimentare le tensioni e ha condannato la violenza anti-siriana difendendola 'inaccettabile'.
La ribellione siriana a Kayseri ha scatenato reazioni estreme contro la presenza turca in Siria. Ankara accusa chi ha provocato l’escalation, ma la politica siriana è al capolinea.
Perciò sembra che è arrivato il momento per la Turchia ad aprire nuovo capitolo sulla Siria.