Il commercio globale "non sta attraversando il miglior momento" e rischia di implodere sotto il peso dell'aumento dei prezzi e delle tariffe di spedizione. Questo il monito del capo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), evidenziando il crescente protezionismo e l'indebolimento delle regole del WTO, portando a una frammentazione economica, che potrebbe costare fino al 7% del PIL globale.
Parallelamente, l'aumento dei costi di spedizione attraverso canali cruciali come il Canale di Panama e il Canale di Suez sta mettendo ulteriori pressioni sul commercio globale, rischiando di incrementare ulteriormente l'inflazione. Il WTO ha registrato lo scorso anno un calo del 1,2% nel volume del commercio globale, il terzo calo in 30 anni, attribuendolo a inflazione e tassi d'interesse elevati.
Allo stesso modo, il vicedirettore generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha spiegato che eventi recenti come la pandemia e l'invasione russa dell'Ucraina stanno riplasmando l'economia globale, con i paesi che stanno orientando le loro relazioni commerciali su preoccupazioni di sicurezza economica e nazionale. Questa dinamica sta obbligando paesi come Perù, Ghana e Vietnam a scegliere tra rafforzare i legami economici con le potenze occidentali o con l'asse Cina-Russia.