Il progetto del "porto di Al Faw" e della realizzazione del "canale asciutto", noto come "Development Road", comincia ad attirare l'attenzione degli osservatori internazionali, soprattutto in ragione dell'interesse espresso dai Paesi del Golfo. L'iniziativa irachena annunciata nel 2010, e radicata in sogni più antichi, risalenti a periodi precedenti alla sua concezione, deve affrontare la grande sfida di convincere le potenze regionali a sostenere il progetto, in cui l'Iraq serve come punto di congiunzione cruciale.

In particolare, la Turchia ha intensificato il suo interesse e sostegno al progetto dopo essere stata esclusa dall'Iniziativa del Corridoio Economico tra India, Golfo e Europa, annunciata al G20 nel settembre 2023. Questo interesse rafforza un'ampliata apertura turca verso la cooperazione regionale, spostando le priorità della politica estera turca verso un maggior coinvolgimento nelle dinamiche del Medio Oriente.

Va in merito osservato che quasi metà del progetto, per quanto riguarda le infrastrutture necessarie sul lato turco, è già stata realizzata. Tuttavia, restano da affrontare significative necessità infrastrutturali sul suolo iracheno, con una particolare attenzione alla risoluzione delle questioni di finanziamento, dato che i ritorni economici diretti sono previsti non prima del completamento della seconda fase nel 2034.

D'altra parte, un investimento da parte del Qatar sembra essere abbastanza probabile, dopo che la Qatar Energy ha acquisito il 30% delle attività di Total in Iraq, e si mostra interessata a utilizzare il nuovo corridoio per esportare gas verso la Turchia e l'Europa. Gli Emirati Arabi Uniti non sono da meno, avendo recentemente firmato un accordo per lo sviluppo del Porto di Al Faw, nonostante le preoccupazioni su possibili competizioni con i propri porti.

D'altro canto, nonostante la concorrenza potenziale, l'aumento del commercio globale potrebbe piuttosto facilitare un'integrazione maggiormente cooperativa piuttosto che conflittuale tra i diversi corridoi commerciali. Mentre l'Iran non sembra ostacolare il progetto, dato il suo interesse a integrarsi ulteriormente nel sistema commerciale globale, la maggiore opposizione potrebbe emergere dal Kuwait, preoccupato per l'impatto sul futuro del proprio porto di Mubarak, situato a poca distanza da Al Faw.

Il landscape economico e politico del Medio Oriente continua quindi a evolversi, con l'Iraq che potrebbe emergere come un nuovo fulcro di commercio e cooperazione regionale.