Il Presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha rinnovato l'impegno della Turchia nella lotta contro il terrorismo, promettendo di "annientare il terrorismo in un modo o nell'altro". Queste dichiarazioni seguono il suo ritorno dalla visita storica in Iraq, la prima in dodici anni, che ha visto la firma di 27 accordi volti a rafforzare le relazioni bilaterali.

Durante il suo viaggio, Erdogan ha discusso l'escalation delle operazioni militari contro il PKK e i suoi affiliati, PYD e YPG, descrivendoli come minacce alla stabilità e alla prosperità dell'Iraq. In aggiunta, la visita si è concentrata anche sulla cooperazione in aree come commercio, infrastrutture, energia e risposta ai cambiamenti climatici.

Particolare attenzione è stata dedicata alla lotta congiunta contro il terrorismo, con Erdogan che ha esaltato i recenti passi dell'Iraq nel designare il PKK come organizzazione terroristica, sottolineando l'importanza di un'azione coordinata. L'incontro ha incluso anche discussioni su una tragedia umanitaria più ampia: la situazione a Gaza.

Erdogan ha ripreso dal discussione su tale tema durante la conferenza stampa, criticando aspramente le azioni di Israele e promettendo di continuare gli sforzi diplomatici per sostenere il popolo palestinese. Nel contesto di crescenti sfide regionali e globali, la visita di Erdogan mira a rafforzare non solo la sicurezza ma anche il tessuto economico e politico tra Turchia e Iraq.

Le discussioni hanno toccato anche temi sensibili come l'uso dell'acqua dei fiumi Eufrate e Tigri, con entrambe le nazioni che cercano una gestione sostenibile e cooperativa delle risorse idriche. Mentre il presidente turco continua a navigare un panorama regionale complesso, la sua visita in Iraq pone le basi per una cooperazione più profonda, finalizzata a garantire stabilità e sviluppo nel lungo termine per entrambi i paesi e per l’intera regione.