Nel mezzo del conflitto in corso tra l'esercito sudanese e le Forze di Supporto Rapido, i leader del governo sudanese stanno cercando di rafforzare i legami con la Russia, promettendo di contro la realizzazione di una base russa nel Mar Rosso. Il Vicepresidente del Consiglio di Sovranità del Sudan, Malik Agar, si è recato in Russia per una visita di diversi giorni per discutere varie questioni con i rappresentanti russi, in primo luogo la fornitura di nuove armi e munizioni, riaprendo al contempo un vecchio dossier legato alla realizzazione di una base militare sulla costa del Mar Rosso, nei pressi di Port Sudan.

Gli osservatori temono che la costruzione della base russa possa destabilizzare la sicurezza regionale e trasformare il conflitto interno in una crisi internazionale coinvolgendo parti esterne. Yasser Al-Atta, un alto comandante dell'esercito sudanese, ha dichiarato che la Russia ha offerto armi e munizioni in cambio dell'autorizzazione per una stazione di rifornimento sul Mar Rosso.

Il governo sudanese spera che avvicinarsi alla Russia possa assicurare le forniture militari necessarie per rafforzare la propria posizione nei combattimenti contro le Forze di Supporto Rapido. Le autorità sudanesi stanno cercando di utilizzare l'alleanza con Mosca per ottenere armi e costringere la Russia a rompere i legami con le Forze di Supporto Rapido, che hanno avuto collaborazioni con il gruppo paramilitare russo Wagner.

Tuttavia, Arbab ha espresso dubbi sull'efficacia di questa strategia, sostenendo che la Russia è più interessata a prolungare il conflitto per vendere armi a entrambe le parti. Inoltre, la posizione strategica del Mar Rosso lo rende un punto focale per alcune potenze mondiali interessate a garantire i propri interessi economici e militari nella regione.