Dopo la consegna dello studio sui costi e benefici dell’interconnessione elettrica tra Grecia e Cipro, l'attenzione si sposta ora sull'Autorità di regolamento per l’Energia di Cipro (RAEK), incaricata di riesaminare la sua decisione sul cavo dopo aver recentemente dichiarato il progetto come non fattibile. La RAEK aveva in precedenza respinto la proposta dell'Operatore Indipendente della Trasmissione di Energia della Grecia (ADMIE) per il "riconoscimento del rendimento e del recupero delle entrate durante il periodo di costruzione" del progetto, ritenendo più opportuno prendere tale decisione solo dopo l'inizio delle operazioni commerciali dell'interconnessione.
L'ADMIE ha poi presentato nuovi dati all'Autorità di Regolazione dell'Energia di Cipro riguardanti l'analisi costi-benefici, richiedendo una rivalutazione della decisione precedente dell'autorità cipriota. Secondo fonti, ADMIE deve emettere una direttiva finale alla società francese Nexans per procedere con la costruzione del cavo che collegherà Cipro a Creta entro la fine di agosto.
Si prevede che RAEK prenderà una decisione prima di questa scadenza. In tale contesto, si sono tenuti a Nicosia degli incontri tra i funzionari di IPTO e RAEK per discutere una richiesta di revisione.
Fonti suggeriscono che la decisione di RAEK potrebbe non vedere una revisione immediata, con un annuncio previsto nelle prossime settimane, possibilmente entro settembre. Un recente studio ha concluso che i benefici sociali dell’interconnessione elettrica tra Grecia e Cipro, pari a 8 miliardi di euro, superano di gran lunga i costi di costruzione di 1,9 miliardi di euro, generando un beneficio netto sociale superiore ai 6 miliardi di euro.
Fonti governative indicano che i costi previsti per i consumatori derivanti dal progetto sono minimi.