Un significativo cambiamento sta avvenendo nella posizione di Cipro riguardo al cavo elettrico che collegherebbe la Grecia all'isola. La scorsa settimana il CEO di ADMIE, Manos Manousakis ha visitato Nicosia, ed in tale occasione ha consegnato lo studio sui costi e benefici al Ministero dell'Energia.
La stampa cipriota evidenzia che Manousakis sia riuscito a convincere le autorità locali dell'importanza economica e dei rischi legati alla mancata realizzazione del progetto. In sostanza, ciò che viene evidenziato nelle pubblicazioni cipriote è come ora ricada sull’Autorità di regolamentazione energetica di Cipro l'onere di rivedere la sua decisione riguardo al cavo Grecia-Cipro.
Si ricorda che il CERA aveva rifiutato l'imposizione di oneri nella fase di costruzione del progetto che avrebbero consentito all'esecutore del progetto Great Sea Interconnector (ADMIE) di recuperare i costi per il finanziamento dell'investimento. L'interconnessione elettrica tra Grecia e Cipro ha indubbiamente una dimensione geopolitica, ragion per cui Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis sarà nei prossimi giorni a Nicosia nell'ambito del 50° anniversario dell'invasione turca di Cipro.
Parte dei colloqui con il Presidente Nikos Christodoulides, si prevede discuterà anche il tema dell'interconnessione elettrica. Da notare che il progetto del Great Sea Interconnector, del valore di circa 2 miliardi di euro, è supportato dalla Commissione Europea con un finanziamento di 657 milioni di euro.
La sua realizzazione rappresenterebbe non solo un grande passo verso la sicurezza energetica di Cipro, ma avrebbe anche una chiara valenza geopolitica, offrendo un'alternativa all'influenza regionale di Ankara, che sta pianificando la propria connessione elettrica con i territori occupati di Cipro.