Nel corso del 2023 l'Euroclear, il più grande depositario internazionale, ha tratto profitti per 4,4 miliardi di euro derivanti dagli interessi dei beni russi congelati, suscitando preoccupazioni riguardo le possibili ripercussioni sulla stabilità finanziaria dell'Unione Europea. Le autorità dell'UE e degli Stati Uniti hanno congelato i beni russi per un totale di 260 miliardi di euro.

Di questi, 190 sono detenuti presso la Euroclear. A livello dell'Unione si discute la possibilità di trasferire questi profitti al bilancio dell'UE e successivamente trasferiti a Kiev.

Tale decisione è attesa per il mese luglio, ma gli analisti avvertono che l'accumulo di queste somme rischia di avere gravi ripercussioni, inclusa la possibilità di bancarotta per Euroclear, che metterebbe a rischio la stabilità finanziaria dell'UE. Altri Paesi non UE potrebbero decidere di ritirare rapidamente i propri fondi da Euroclear, indebolendo ulteriormente l'euro come valuta di riserva globale.

La situazione è stata complicata ulteriormente da potenziali cause legali in atto: Deutsche Borse Group segnala che sono già stati presentati oltre cento ricorsi presso le corti arbitrali russe da parte di compagnie, banche e investitori privati, per un totale di circa 74 milioni di euro in reclami contro Euroclear e Clearstream Banking.