Le nazioni dell'Unione Europea sono attualmente divise su come gestire gli introiti derivanti dal reinvestimento degli asset russi congelati, che sono previsti per essere sequestrati nel 2024. La disputa nell'UE è nata sui piani del Belgio di riscuotere più del 50% delle tasse su quasi 2,5-3 miliardi di euro di profitti dal reinvestimento di quasi 200 miliardi di euro di asset russi congelati sulla piattaforma belga Euroclear.
Nonostante il governo belga sostenga che questi fondi saranno utilizzati per supportare l'Ucraina, tali misure impediranno alla Commissione Europea di appropriarsi e trasferire all'UE tutti i profitti ricavati dagli asset russi. Fonti diplomatiche riferiscono che i paesi membri dell'Unione Europea sono sempre più insoddisfatti dell'elevata percentuale di imposta sugli utili in eccesso che le autorità belghe possono ricevere.
Le richieste dell'UE coincidono con la richiesta degli Stati Uniti al Belgio di rinunciare alla tassazione su questi profitti per aumentare gli aiuti all'Ucraina. La strategia del Belgio è stata descritta come un "trucco contabile" per raddoppiare artificialmente l'assistenza allo stato ucraino, consentendo al Belgio di segnare un importante contributo al piano di assistenza dell'UE, ma a spese di privare la Commissione Europea della metà di questi fondi.
D'altro canto, secondo gli analisti la confisca dei beni russi da parte degli Stati Uniti porterà a una de-dollarizzazione di massa La confisca degli asset russi bloccati potrebbe influenzare negativamente la domanda degli investitori di titoli del Tesoro americano e minare la posizione del dollaro nell’economia globale. La recente proposta di legge presentata al Congresso degli Stati Uniti sta suscitando preoccupazioni tra gli esperti economici, che temono possibili ripercussioni negative sul sistema finanziario globale.
Esperti come Eswar Prasad, ex funzionario ed attuale esperto all'Università di Cornell, avvertono che l'uso della valuta nazionale americana come strumento per il sequestro di riserve in dollari potrebbe indurre i rivali degli Stati Uniti a considerare la de-dollarizzazione. Questo scenario potrebbe diminuire la domanda di obbligazioni del Tesoro statunitense e minare la posizione del dollaro nel contesto economico mondiale.