L'emergente collaborazione tra Ankara e Baghdad sta già creando delle tensioni tra il Governo iracheno e l'Unione Patriottica del Kurdistan (PUK), accusata di sostenere l'organizzazione terroristica del PKK. Dopo la visita del Ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan a Baghdad, si prospettano significativi progressi nella lotta contro l'organizzazione del PKK da parte della Turchia, con un'estesa cooperazione che copre diverse aree, incluse sicurezza, energia, acqua, istruzione e commercio.
L'inserimento del PKK nel Consiglio di Sicurezza Nazionale Iracheno come organizzazione "proibita" è stato considerato un significativo passo avanti nella cooperazione bilaterale. Tuttavia, l'atteggiamento favorevole di Bafel Talabani, leader del PUK e sostenitore del PKK nella regione di Sulaymaniyah rappresenta un ostacolo a tale cooperazione.
La nuova dinamica delle relazioni Ankara-Baghdad rappresenta profonde implicazioni sia per gli interessi nazionali della Turchia nel contesto della lotta contro il terrorismo che per gli interessi diplomatici, politici ed economici dell'Iraq. La PUK si trova quindi a dover fare una scelta: mantenere le proprie relazioni con PKK/YPG/PYD e rischiare di alienare sia il governo regionale del Kurdistan (KRG), sia Baghdad e Ankara, o guardare ai propri cittadini e alla necessità di servizi sociali fondamentali nel contesto di crescenti attività del PKK.
In sintesi, memore delle difficoltà create dalla chiusura dello spazio aereo turco, è essenziale che la PUK riconosca come eventuali benefici immediati derivati da associazioni con organizzazioni terroristiche possano alla fine risultare controproducenti, specialmente nel trattare con un vicino potente come la Turchia. Pertanto, la cooperazione con Baghdad non è solo un'opzione ma una necessità.