Il vertice di sicurezza turco-iracheno, tenutosi a Baghgad questo giovedì 14 marzo, si è focalizzato sui preparativi del lancio dell'operazione anti-terrorismo che la Turchia intende effettuare a breve nel Nord dell'Iraq, in cooperazione con il Governo iracheno e le autorità locali della provincia autonoma del Kurdistan. Quello che sarà un reale intervento militare contro gli elementi del PKK presenti nel nord dell'Iraq viene presentato come "un'operazione speciale congiunta", come parte di una propaganda nazionalistica turca, in pieno clima pre-elettorale.
La leadership turca si è mobilitata attraverso i media per rivendicare il proprio ruolo di potenza regionale dominante, tenendo a precisare che Ankara non ha ricevuto alcuna autorizzazione da parte degli Stati Uniti, sebbene fosse evidente il motivo della visita del Ministro Fidan a Washington e dei suoi colloqui con il Segretario di Stato. D'altro canto, Erdogan non può certo permettersi di aprire un fronte nel cuore del Medio Oriente, senza concordare la propria mobilitazione militare con il Pentagono, considerando che l'esercito statunitense è di stanza in tali territori.
I preparativi dell'operazione dovranno essere approntati entro la fine del mese di aprile, quando è prevista la visita del Presidente Erdogan, che dovrà in tale occasione annunciare la successiva fase operativa. In particolare, i colloqui, che hanno visto la partecipazione di alti funzionari del servizio di intelligence turco, in particolare il Ministro degli Esteri Hakan Fidan e il direttore del MIT Ibrahim Kalin, hanno avuto ad oggetto la discussione dei dettagli del piano di Ankara, con particolare riferimento alla creazione di un centro operativo congiunto per coordinare le operazioni militari e il tracciamento di diverse aree di manovra, dalle profondità variabili lungo il confine turco-iracheno.
La questione della sicurezza è stato un tema centrale nonché propedeutico all'attivazione degli accordi economici ed infrastrutturali che sono stati esaminati in questi mesi di trattative. In primo luogo, è stato concordato di prendere delle misure concrete per garantire lo sblocco delle esportazioni petrolifere tra Iraq e Turchia, nonché per attivare i lavori di costruzione del noto progetto "Development Road", la cui finalizzazione sarà infatti annunciata dallo stesso Erdogan.