Fonti turche rivelano l'instaurazione della cooperazione tra il partito dell’Unione Patriottica del Kurdistan (PUK) e il PKK/YPG nell'area della città di Sulaymaniyah, compromettendo la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo economico della regione. Tale rivelazione giunge all'indomani della sua dichiarazione del presidente Recep Tayyip Erdoğan circa la possibilità di instaurare una cooperazione con il governo regionale dell’Iraq settentrionale contro il PKK, allo scopo di stabilizzare l'area e intraprendere degli investimenti per i corridoi di trasporti transnazionali.
Secondo la dichiarazione di Masrour Barzani, primo ministro del governo regionale curdo iracheno (KRG), nel febbraio 2021, la ricostruzione di 800 villaggi non è stata completata a causa dell'occupazione delle montagne e delle aree residenziali della regione da parte dell'organizzazione terroristica PKK. Le stesse fonti affermano che l'organizzazione terroristica, che ha istituito i cosiddetti posti di blocco nelle zone rurali di Sulaymaniyah, impedisce il trasporto pubblico, estorce tributi ai cittadini e rapisce civili.
Si sostiene inoltre che il PUK abbia rilasciato le carte d'identità utilizzate dalla sua unità antiterrorismo a membri dell'organizzazione terroristica, consentendo così ai terroristi di avere un certo grado di libertà nella regione. Gli auspici del PUK fungono da ponte strategico nel collegamento tra la struttura del Monte Qandil del PKK al confine tra Iraq e Iran e le sue estensioni in Siria.