Da quando l’esercito del Niger ha deposto il presidente Mohamed Bazoum nel luglio 2023, i vicini settentrionali del Niger – Algeria e Libia – così come la vicina Tunisia hanno risposto al colpo di stato in vari modi. La posizione dell’Algeria sul colpo di stato è stata piuttosto ambigua, in quanto non ha né sostenuto né si è opposta all’intervento militare in Niger.
D’altro canto, la Tunisia ha condannato inequivocabilmente il colpo di stato e ha sottolineato l’importanza di sostenere la legittimità costituzionale, garantire la sicurezza e respingere il conflitto armato. Come i tunisini, anche i libici hanno sostenuto il rispetto della legittimità costituzionale e si sono astenuti dal sostenere i conflitti armati.
La Libia intende adottare un approccio proattivo al conflitto e ha esplicitamente comunicato la volontà di impegnarsi in sforzi di mediazione pacifica, allineandosi con i Paesi vicini del Niger che non fanno parte della Comunità economica dell’Africa occidentale (ECOWAS). In futuro, le posizioni che ciascuno dei tre Paesi assumerà riguardo alla situazione politica del Niger dipenderanno dai rischi economici e di sicurezza che dovranno affrontare.
La natura delle loro posizioni può evolversi, passando da una semplice condanna a un approccio più procedurale, o addirittura stringendo alleanze militari o allineandosi con campi specifici.