Le relazioni tra l'Algeria e i suoi vicini saheliani, Mali e Niger, stanno vivendo un periodo di tensioni senza precedenti, che ha portato alla scelta di Algeri di cercare la mediazione della Russia nei conflitti in corso. Questa mossa segna una svolta importante, dato che l'Algeria ha a lungo rifiutato di ricorrere a interventi esterni nelle proprie questioni regionali.
I leader di Mali e Niger accusano l'Algeria di interferire nelle loro questioni interne, di maltrattamenti nei confronti dei loro cittadini e di stabilire legami con gruppi armati terroristici. Queste tensioni hanno spinto Bamako e Niamey a distaccarsi da Algeri e a formare nuove alleanze strategiche con altri attori regionali.
La situazione è ulteriormente complicata dal timore di Algeri che Mali e Niger possano avvicinarsi militarmente e in termini di sicurezza al Marocco, anch'esso visto come un rivale dall'Algeria. Il 14 aprile, durante la seconda sessione delle consultazioni politiche algero-russe tenutasi ad Algeri, i rappresentanti algerini, guidati dal regime di Tebboune, hanno discusso la possibilità di una mediazione russa.
La presenza del rappresentante speciale del presidente Putin, Mikhaïl Bogdanov, ha sottolineato l'importanza di questa riunione. Nonostante la disponibilità ufficiale russa ad agire come mediatore, il successo dell'iniziativa rimane incerto.
Algeri ha avanzato delle richieste che potrebbero irritare il Mali, inclusa la richiesta di negoziare la pace con gruppi separatisti armati tuareg, una mossa contraria agli attuali orientamenti del governo maliano.