Il capo della giunta militare del Niger Abderrahmane Tiani,domenica 26 novembre, ha abrogato una legge del 2015 che criminalizzava il traffico di migranti clandestini che cercavano di raggiungere l'Europa attraverso la Libia. Secondo questa legge, i nigeriani che in un modo o nell’altro facilitavano il trasporto di migranti stranieri verso il nord, la Libia e l’Algeria erano soggetti ad un procedimento penale.
Una fonte informata ha rivelato, al sito francese Monde Afrique, la decisione che rischia di provocare un violento shock a Bruxelles, dove il sostegno al regime nigeriano rovesciato il 26 luglio si basava soprattutto sul desiderio espresso dalle autorità di contrastare il flusso di migranti che cercavano di raggiungere l’Europa, aprendo al contempo le porte ai migranti per raggiungere le vicine Libia e Algeria. Il sito francese ha spiegato che dall'adozione della legge ispirata dall'Unione Europea e formulata con il sostegno delle Nazioni Unite, le reti di trafficanti con sede nel nord del Niger sono state sciolte e gran parte delle loro attrezzature sequestrate.
La legge ha trasformato il Niger in un centro di contenimento dei migranti provenienti dall’Africa centrale e occidentale diretti a nord, e la capitale, Niamey, ospita un grande centro di accoglienza attraverso il quale i migranti vengono rimpatriati nei paesi di origine.