Continua l'attesa della Turchia del via libera del Congresso degli Stati Uniti alla vendita dei caccia F-16, per oltre 20 miliardi di dollari. Qualora non sarà presenta alcuna obiezione entro 15 giorni, l'approvazione sarà automatica.
Jeff Flake, l'ambasciatore degli Stati Uniti ad Ankara, ha dichiarato che non solo gli Stati Uniti, ma anche la Svezia e il Canada stanno discutendo di revocare le restrizioni sulle vendite di materiale militare alla Turchia. Tuttavia, la tensione rimarrà alta nei prossimi 15 giorni a causa dell'esistenza di un importante fronte di opposizione.
Le discussioni saranno incentrate su come e dove la Turchia utilizzerà questi aerei, con preoccupazioni riguardanti anche alla zona di Mar Egeo, all'Armenia o all'interno dello stesso Paese contro il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). L'accordo raggiunto con Washington implica che la Turchia avrebbe aiutato ad approvare l'adesione della Svezia alla NATO in cambio dell'approvazione delle vendite degli F-16.
La crisi corrente è stata precipitata dal ritiro degli Stati Uniti dal progetto F-35 con la Turchia a causa dell'acquisto di missili S-400 dalla Russia da parte di quest'ultima. L'accento si pone attualmente sulla necessità di aggiornare o sostituire i suoi vecchi F-16 per mantenere gli standard previsti dalla NATO.
In tale contesto, si inserisce la recente visita ad Istanbul del Segretario statunitense Antony Blinken, il quale ha avuto dei colloqui con il presidente turco Erdogan e il ministro Hakan Fidan focalizzati sul "cessate il fuoco" a Gaza, ma anche sulla conclusione del contratto per gli F-16 e sul via libera turco all'adesione della Svezia nella NATO per evitare tensioni nel Mar Nero. Secondo gli analisti, Washington sta cercando il sostegno di Ankara per guidare le progettazioni post-guerra a Gaza, mentre la Turchia da parte sua si è proposta come facilitatore e ospite dei colloqui di pace sull'Ucraina.