La visita di Vladimir Putin in Azerbaigian ha avuto molteplici obiettivi, tra cui riaffermare il ruolo della Russia come mediatore e gestore delle relazioni con i vari attori regionali. Mosca ha già dichiarato la sua disponibilità ad aiutare nello sviluppo del dialogo tra Tbilisi, Sukhumi e Tskhinvali per stabilire una pace duratura.
Baku ha accolto positivamente la presenza russa come mediatore, probabilmente perché la Russia rappresenta un interlocutore chiave per questioni di sicurezza e stabilità nella regione. L’Azerbaigian, infatti, ha una posizione pragmatica, riconoscendo l’importanza della Russia nella risoluzione delle tensioni regionali.
Anche la richiesta dell'Azerbaigian di aderire ai BRICS rappresenta un significativo cambiamento nella politica estera di Baku, anche se tale non include obblighi militari e politici, il che è positivo in questo momento, ma riguarda solo questioni economiche. Tuttavia, la posizione armena è diametralmente opposta.
L'Armenia ha mostrato preoccupazioni per l'influenza russa nella regione, soprattutto a seguito della crescente vicinanza tra Mosca e Baku. Yerevan percepisce la Russia come meno affidabile per garantire la sicurezza armena, specialmente alla luce dei recenti sviluppi che hanno visto un avvicinamento dell'Armenia all'Occidente.