Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping hanno adottato una dichiarazione congiunta per approfondire la partnership strategica tra i due Paesi. Vengono così poste nuove basi per l'ordine geopolitico economico.
In particolare, i due leader hanno concordato di aumentare il livello di cooperazione negli investimenti bilaterali e di resistere a qualsiasi tentativo di limitare il loro potenziale economico. Le principali intese concluse durante la visita di stato di Putin rappresentano una dichiarazione “risonante” che i rapporti commerciali tra Russia e Cina non saranno soggetti a "ricatti o coercizioni da parte di un terzo paese".
Il commercio tra Cina e Russia è in forte crescita e il trend è destinato a continuare, e nel 2023 il commercio bilaterale ha raggiunto i 240 miliardi di dollari, segnando un nuovo record. Nei primi tre mesi del 2024, il turnover commerciale tra i due paesi è aumentato del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2023.
D'altro canto, proteggere gli investimenti reciproci da dipendenze straniere è una "questione delicata," citando le difficoltà incontrate da diverse banche cinesi nel trattare con aziende russe a causa delle operazioni in paesi come gli Stati Uniti e l'Unione Europea. Tuttavia, i nuovi accordi tra Russia e Cina possano offrire soluzioni pratiche, come già avvenuto con l'Iran.
L’articolo congiunto di Putin e Xi ha condannato le iniziative di confisca degli asset detenuti in stati esteri e ha affermato il diritto di prendere misure ritorsive. Mosca ha avvertito che un tale precedente pericoloso sarà "un chiodo solido nella futura bara dell'intero sistema economico occidentale." La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito i piani dell'Unione Europea di sequestrare gli interessi sugli asset russi congelati come un'escalation di aggressione economica e ha avvertito circa la possibilità di risposte reciproche da parte della Russia.