Secondo il noto quotidiano finanziario israeliano Globes, il Ministero del Commercio turco ha emesso una temporanea autorizzazione alle esportazioni per le fabbriche locali del settore edile che già operano con Israele. Questa decisione emergerebbe da una riunione tenutasi ad Ankara tra i rappresentanti della Camera di Commercio turco-israeliana e i funzionari del Ministero del Commercio turco, dove si è manifestato un forte disappunto degli imprenditori turchi verso le restrizioni esistenti sulle esportazioni verso Israele.
Recentemente i ministeri degli Affari Esteri e dell'Economia e Industria di Israele hanno intensificato gli sforzi per ridurre la dipendenza dalle importazioni dalla Turchia nel lungo termine. Il ministro degli Esteri israeliano Yisrael Katz ha affermato che la Turchia avrebbe revocato la maggior parte delle restrizioni commerciali precedentemente imposte a Israele.
Tuttavia, questa dichiarazione è stata fermamente smentita dal Ministero del Commercio turco, il quale ha chiarito che rimane in vigore il divieto all'esportazione verso Israele, dovuto principalmente alla crisi del Canale di Suez e ad altre tensioni geopolitiche. Inoltre, è stata concessa una proroga forzata solo per quelle aziende che, a causa delle restrizioni, devono chiudere le esportazioni entro un certo periodo.
Il ministro del Commercio turco, Omer Bolat, ha ripreso il discorso sul proprio profilo social, etichettando le affermazioni di Katz come "puramente frutto della fantasia" e sottolineando la ferma posizione del governo turco nel mantenere le restrizioni commerciali finché non si verificheranno miglioramenti significativi nelle condizioni di vita dei palestinesi a Gaza e cessino le ostilità da parte di Israele. Le continue dichiarazioni incrociate tra i due Paesi evidenziano non solo una crisi commerciale ma anche un profondo divario diplomatico, con significative implicazioni per il commercio internazionale e la politica estera nella regione.