A seguito dell'incapacità della Federazione della Bosnia Erzegovina di nominare un nuovo governo, è entrata in vigore il 1 maggio del 2024 una decisione cruciale imposta dal rappresentante alto Christian Schmidt nell'aprile del 2023. Schmidt aveva dato tempo alle autorità federative bosniache fino al 1° maggio per trovare una soluzione e superare lo stallo politico, ma nessuna azione è stata intrapresa.

Questa inerzia ha portato all'attivazione dell'Emendamento CXXXI alla Costituzione della Federazione della Bosnia Erzegovina che consente la nomina del governo federale senza il consenso di entrambi i vicepresidenti. Questa situazione è diventata un nodo critico quando Lidija Bradara (HDZ), presidente dell'entità e rappresentante del popolo croato, non aveva ottenuto l'approvazione del vicepresidente bosgnacco Refik Lendo (SDA), il quale condizionava il suo assenso all'ingresso del suo partito nel governo, mentre il vicepresidente serbo Igor Stojanović (SDP) aveva già dato il suo consenso.

Sebbene la decisione di Schmidt risolva temporaneamente il blocco nella formazione del governo, essa solleva questioni riguardanti la governance e la cooperazione tra i diversi gruppi etnici in un paese già segnato da tensioni. La nuova normativa permetterà ora che solo la Camera dei Rappresentanti possa confermare il governo con una maggioranza semplice, indipendentemente dal consenso dei vicepresidenti.

La decisione potrà essere ulteriormente confermata dalla Camera dei Popoli del Parlamento Federale se non si oppongono 14 delegati (tre quinti) nel club di uno o più gruppi nazionali costitutivi. La mossa di Schmidt sottolinea la continua influenza e necessità del ruolo dell'Alto Rappresentante nella politica della Bosnia Erzegovina, specialmente in situazioni di stallo politico critico.

Dal 1° maggio 2024 è anche possibile indire elezioni straordinarie, cosa che finora non era possibile.