L'OSCE ha espresso forte disapprovazione riguardo alle recenti decisioni dell'Assemblea Nazionale della Republika Srpska, ritenendo che le stesse implichino un trasferimento unilaterale di competenze dalla Bosnia-Erzegovina all'entità, con l'obiettivo di stabilire un sistema elettorale parallelo all'interno del Paese stesso. Nel suo comunicato, è emersa la preoccupazione che tali azioni violino l'ordine costituzionale della Bosnia-Erzegovina, introducendo strutture parallele che minacciano la sicurezza e la stabilità del paese.
L'OSCE ha ribadito il suo forte sostegno all'Accordo di Pace di Dayton e alla Costituzione della Bosnia-Erzegovina. Le decisioni del Parlamento della Srpska sono viste come un ostacolo ai progressi recentemente ottenuti nel paese in termini di riforme chiave, e rischiano di danneggiare i diritti democratici dei cittadini con retoriche e azioni che fomentano divisioni.
Perciò invitano le autorità di RS a ritirare la nuova legge elettorale e ha invitato tutti i leader politici della Bosnia-Erzegovina a lavorare costruttivamente a livello di istituzioni statali, concentrandosi sulle riforme necessarie a beneficio di tutti i cittadini.