L'Iran sta accelerando i suoi sforzi per creare una zona commerciale condivisa tra Iran, Siria e Iraq, per ottenere così un accesso sul Mar Mediterraneo. Lo ha reso noto lo scorso 5 marzo il consigliere del Presidente iraniano e segretario del Consiglio Supremo per le Zone Industriali e Commerciali Libere ed Economiche speciali in Iran.
Egli ha rivelato che l'Iran ha raggiunto un accordo con 5 paesi tra cui Siria e Iraq. La progettazione di questo corridoio terrestre ha come obiettivo principale la creazione di una rotta di rifornimento lontano dalle aree di attuazione delle sanzioni internazionali e sarebbe una valida alternativa alla rotta aerea nel caso in cui gli aeroporti vengano colpiti da attacchi militari.
Oltre a ciò, la rotta terrestre garantirebbe il trasporto a costi inferiori rispetto alle opzioni marittime e aeree. Tuttavia, questo progetto riscontra difficoltà a causa della complicata situazione politica e militare nella regione, in particolare nelle parti dell’Iraq e della Siria che il corridoio attraverserebbe.
D'altro canto, il progetto si allinea al progetto cinese "One Belt and Road", mirando a coinvolgere eventualmente la Cina in quanto la rotta faciliterebbe l'accesso dell'energia e del petrolio iracheno al gigante asiatico. Nel frattempo, Teheran sta esercitando pressioni su Damasco per accelerare l'attivazione degli accordi di cooperazione bilaterale in modo da superare gli ostacoli burocratici legati alle regolazioni e leggi economiche siriane.
Secondo le relazioni dei media siriani, ma si prevede che la banca Iran-Siria inizierà a funzionare entro un mese, utilizzando la valuta locale per le transazioni commerciali. Inoltre, è stato ratificato un emendamento all'accordo di libero scambio tra Siria e Iran che ridurrà le tariffe doganali dal 4% al 0% e ridurrà l'imposta sul valore aggiunto sulle merci prodotte da entrambe le parti dal 50% al 40%.
E' importante notare che le importazioni siriane di prodotti iraniani ammontano a 5 miliardi di dollari, mentre le importazioni iraniane di prodotti siriani oscillano tra 250 e 270 milioni di dollari all'anno.