A dieci giorni dal voto del 25 ottobre il quadro di garanzia delle elezioni serbe si chiude con tre passaggi formali. La delegazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, dopo la missione del 12-13 ottobre, descrive una campagna fortemente polarizzata e giudica non conformi agli standard internazionali le modifiche a quattro leggi elettorali adottate a maggio; segnala abuso di risorse pubbliche, pressioni sugli elettori, squilibrio mediatico e dubbi sull'esattezza delle liste.
Il 14 ottobre la Corte costituzionale ha respinto il ricorso contro la decisione della RIK sui separé a cabina nei seggi. La sera stessa la RIK ha rifiutato di chiedere al MUP i dati sulle carte d'identità valide: il registro conta quasi 6,5 milioni di elettori, con uno scarto di circa 900.000 unità rispetto al censimento.
Sul registro si giocherà il riconoscimento del risultato.