A dieci giorni dal voto del 25 ottobre il confronto elettorale serbo si sposta sulla politica economica. Il 14 ottobre a Novi Sad la Studentska lista, prima forza nei sondaggi CRTA e NSPM, ha presentato la piattaforma «Ekonomija sigurnosti»: riforma fiscale progressiva, smantellamento dei monopoli della grande distribuzione, fine dei direttori facenti funzioni nelle imprese pubbliche, nessun taglio a salari e pensioni e dinaro stabile; tra i promotori c'è l'ex governatore della banca centrale Dejan Šoškić.
Lo stesso giorno Aleksandar Vučić, capolista di «Ujedinjena Srbija», ha escluso governi di coalizione senza una maggioranza assoluta propria, ha portato a circa 2 miliardi di euro il piano per 72 strutture sanitarie e ha legato aumenti delle pensioni oltre il 10% a una crescita superiore al 4,2%. Lo scenario aumenta il rischio di stallo dopo il voto.