La Serbia entra nella fase decisiva della campagna per le parlamentari anticipate del 25 ottobre, indette da Aleksandar Vučić prima delle dimissioni da presidente del 27 settembre, con il governo in carica per gli affari correnti. La Commissione elettorale repubblicana ha proclamato 19 liste, nove di minoranza nazionale; una è stata ritirata e sulla scheda ne resteranno 18.
La sfida oppone «Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija», con Vučić candidato premier, alla «Studentska lista – Studenti pobeđuju». La RIK ha approvato 93 seggi all'estero, contro gli 81 del 2023, aperti però con l'orario serbo, dalle 7 alle 20: circa 10.000 elettori in 12 Paesi resterebbero senza seggio, e la Studentska lista ha presentato ricorso il 7 ottobre.
Gli elettori del Kosovo voteranno a Vranje, Raška, Kuršumlija e Tutin. Il voto della diaspora diventa la prima base di contenzioso post-elettorale.