La vigilanza sul pluralismo dei media diventa un punto critico della campagna per le parlamentari serbe del 25 ottobre. Il Consiglio del Regolatore per i media elettronici, rinnovato da poco, non ha approvato per mancanza dei voti necessari il primo rapporto di monitoraggio della campagna, relativo al periodo 9–23 settembre, che quindi non sarà pubblicato; copriva 11 emittenti.
In precedenza il Consiglio aveva escluso dal monitoraggio TV Informer, l'emittente più vicina al campo governativo, contro la quale ha poi avviato procedimenti istruttori. Il Rappresentante OSCE per la libertà dei media, Jan Braathu, afferma che la decisione mette in discussione la credibilità del nuovo Consiglio.
L'assenza di dati pubblici sull'equilibrio dell'informazione priva gli osservatori OSCE/ODIHR di un parametro chiave e alimenta possibili contestazioni sulla regolarità del voto.