L'Azerbaigian sta cambiando il proprio orientamento geopolitico discostandosi gradualmente da quelli che erano i patti di Abramo per la normalizzazione dei rapporti con Israele, rivedendo le proprie relazioni con la Palestina, dietro un maggiore avvicinamento verso la Turchia. Tale orientamento va contestualizzato alla luce dei nuovi sviluppi connessi al rilancio della Via della Seta e della costruzione del cosiddetto "Corridoio centrale".
Il Governo di Baku intende recuperare il suo allineamento "turco" nonostante i suoi legami con la Palestina indipendentemente dalle sue relazioni con Israele, che si sono sviluppate in seguito alla decisione di quest'ultimo di sostenere l'Azerbaigian durante la guerra del Karabakh. Oltre alla solidarietà nell'arena politica e geopolitica, l'Azerbaigian si è schierato dalla parte della Palestina e nel contesto del sostegno economico, allineando la propria posizione con quello della comunità musulmana in generale e della Turchia in particolare.
Ha sostenuto fermamente l'idea della creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come sua capitale, e si è pronunciato contro l'occupazione israeliana della regione. Le affermazioni secondo le quali l'Azerbaigian non sostiene più la Palestina a causa dei suoi legami con Israele sono viste come intenzionalmente fuorvianti e create con l'obiettivo di minare le relazioni tra l'Azerbaigian e la Turchia.