La crescente influenza della Turchia nel Corno d'Africa è il risultato di una strategia complessa che combina cooperazione economica, assistenza militare e diplomazia. La Turchia ha costruito partenariati strategici con vari paesi della regione, tra cui la Somalia e Gibuti, attraverso accordi di cooperazione in materia di difesa, fornitura di droni e aiuti allo sviluppo.
La Turchia ha rafforzato il suo ruolo di fornitore di sicurezza per i paesi del Corno d'Africa, in particolare con la vendita di droni UAV e UCAV alla Somalia e l'addestramento delle forze locali. Questa cooperazione ha contribuito alle operazioni contro gruppi terroristici come Al-Shabaab.
L'accordo di cooperazione nel settore petrolifero e del gas firmato con la Somalia e l'invio della nave "Oruç Reis" per esplorare le riserve offshore dimostra la volontà della Turchia di diversificare le sue fonti energetiche. Ankara vuole anche diversificare le proprie risorse petrolifere e punta a svolgere un ruolo più dominante nell'estrazione energetica grazie all'accordo raggiunto con la Somalia.
Questo rende il Corno d'Africa non solo una priorità in termini di sicurezza, ma anche una risorsa economica per la Turchia. Nel febbraio 2024 è stato firmato un accordo quadro sulla difesa e la cooperazione economica tra la Turchia e la Somalia.
Il presidente somalo Hasan Sheikh Mahmud ha affermato nella sua dichiarazione che questo accordo mira a costruire la marina somala, beneficiare delle risorse naturali nelle acque somale e proteggerla dalle attività illegali causate dai pirati, dal contrabbando di armi di droga e dal terrorismo. L’accordo durerà 10 anni e, al termine di questo periodo, le forze di sicurezza somale si assumeranno questo compito e le loro forze navali svolgeranno un ruolo guida in questo lavoro.