Le recenti dichiarazioni dell'ambasciatore siriano Bashar al-Jaafari a Mosca riguardo le relazioni tra Siria e Turchia ha chiarito che non sarà realizzato l'incontro tra il presidente siriano Bashar al-Assad e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan fino a quando le forze turche non si ritireranno dal territorio siriano. Questo sottolinea la rigidità della posizione siriana e la priorità data alla sovranità territoriale.
Le dichiarazioni di Al-Jaafari evidenziano che la Turchia deve impegnarsi in un processo di ritiro e smettere di sostenere i gruppi che il regime considera "terroristi". Ciò riflette la continua tensione tra i due paesi, soprattutto in relazione alla presenza militare turca in Siria.
Inoltre, l’incertezza riguardo alla partecipazione di Assad al vertice dei BRICS indica che le relazioni internazionali della Siria sono ancora in fase di definizione e potrebbero influenzare le dinamiche regionali. La situazione è ulteriormente complicata dai timori di piani israeliani di invadere la Siria meridionale, creando una percezione di instabilità e tensione nella regione.
Le richieste siriane di un ritiro turco e la cessazione del supporto ai gruppi oppositori sono sintomi della conflittualità che caratterizza la regione. La Turchia, per parte sua, ha interessi strategici in Siria, tra cui la sicurezza delle sue frontiere e la lotta contro i gruppi curdi che considera una minaccia.