La Turchia percepisce la sua presenza militare in Siria e a Cipro come cruciale per la propria sicurezza nazionale. Il ritiro della Turchia da queste regioni consentirebbe a Israele e al PKK/YPG di consolidare la loro influenza lungo i confini turchi, creando una situazione di instabilità.

Mentre Israele pianifica un'unione con gli elementi del gruppo terroristico PKK/YPG nel nord-est della Siria, emerge anche l'intenzione di mettere Cipro nel proprio mirino. Cipro, in particolare, viene considerata un punto strategico non solo per le dinamiche militari, ma anche per le risorse energetiche nel Mediterraneo orientale.

L'isola sarebbe già diventata una base per Israele, sostenuta dalla Grecia e da altri attori regionali come l'Inghilterra. È fondamentale per la Turchia mantenere la sua presenza militare in Siria e a Cipro non solo per preservare la pace regionale ma anche per la sicurezza nazionale del paese. Şafak Yıldırım del Centro di Strategie Globali e Marittime della Turchia ha sottolineato l'importanza di un approccio multiforme contro Israele, comprendente misure strategiche, diplomatiche e militari.

Diplomaticamente, la Turchia dovrebbe assumere un ruolo attivo sulle piattaforme internazionali per contrastare le politiche espansionistiche di Israele. È cruciale collaborare con alleati regionali e presentare un fronte comune contro le attività illegali di Israele.