La Serbia ha intensificato i controlli lungo il confine con la Bosnia-Erzegovina (BiH) dopo che le autorità hanno deviato il flusso migratorio dalla rotta verso Ungheria e Croazia. Il Ministero degli Interni della Serbia ha annunciato un aumento della presenza di gendarmeria e polizia nella regione occidentale del paese, che include le città di Mali Zvornik, Ljubovija, Loznica e Banja Koviljaca, verso la BIH.
In risposta al cambiamento delle rotte migratorie, sono stati istituiti comandi speciali in queste località, simili a quelli precedentemente formati a Subotica, Dimitrovgrad e Presevo. Queste aree ora vedono un'accresciuta attività migratoria, con individui che spesso cercano rifugio in edifici abbandonati.
Nonostante i cambiamenti nelle rotte, l'ingresso di migranti dalla Macedonia del Nord e dalla Bulgaria continua costantemente. Per adesso non ci sono, a differenza del nord, reti di contrabbando e non ci sono gruppi organizzati per il passaggio illegale dei migranti, ma la Bosnia viene attualmente transitata in maniera individuale.
Secondo il Ministero dell'Interno, l'anno sono ststi individuati e trasferiti migliaia di migranti attraverso operazioni di polizia, con più di 40 denunce per passaggi illegali e traffico di persone.