Le recenti esercitazioni militari della Marina Greca nel Golfo Laconico "Navtex" dal 1° al 9 maggio, stanno incidendo significativamente sulle operazioni di "riciclaggio" del petrolio russo, una pratica che ha visto in questa zona una frequente trasferimento di carburante tra navi in seguito alle sanzioni imposte a Mosca dopo l'invasione dell'Ucraina. Questa attività è potuta continuare indisturbata grazie al fatto che il Golfo Laconico, non essendo incluso nell'estensione territoriale greca fino a 12 miglia nautiche, rimane in acque internazionali oltre le sei miglia, dove la Grecia non può esercitare controlli a meno che le navi non navigano sotto bandiera greca.
La questione del trasbordo del petrolio russo su navi non soggette alle sanzioni occidentali contro la Russia nella regione del Golfo Laconico, diventata una routine ormai da due anni, è emersa in una serie di rapporti dei media internazionali. Diverse testate internazionali tra cui la Süddeutsche Zeitung e la Deutsche Welle hanno riportato l'uso di navi di vecchia data e di dubbia provenienza per questi scambi, noti come trasferimenti STS (Ship to Ship), spesso compiuti da un gruppo di navi che il presidente russo Vladimir Putin ha incrementato, secondo le indagini di Bloomberg e altri osservatori internazionali.
La navtex, un avviso marittimo che delimita l'area delle esercitazioni, riflette un tentativo di contrastare queste attività, ma ci sono dubbi sull'eventuale rinnovo di tale misura dopo il 9 maggio.