Mentre il volume e il numero delle transazioni di e-commerce continuano a crescere ogni anno in Turchia, l'aumento dei costi di trasporto navale causato dalle tensioni nel Mar Rosso e dalle restrizioni all'export imposte verso Israele, potrebbe mettere a rischio l'evoluzione del settore. Nei prossimi dieci anni potrebbero verificarsi crisi significative nei principali corsi d'acqua globali, come lo Stretto di Taiwan, il Canale di Suez, il Golfo di Hormuz e lo Stretto di Malacca, a causa delle lotte di potere mondiali.

D'altro canto, la Turchia ha molte potenzialità di sviluppo, come dimostrato dal recente lancio del Progetto "Kalkınma Yolu" con la partecipazione della Presidenza turca. Inoltre, la creazione di un hub dedicato all'e-commerce a Colonia e la zona franca Commercity a Dubai, offrono numerosi vantaggi fiscali e logistici alle aziende di e-commerce.

La Turchia presenta inoltre un enorme potenziale nel settore dell'export dei servizi, con un mercato valutato a 100 miliardi di dollari, di cui 40 miliardi derivano dall'export dei servizi logistici. Uğur Tekin, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Asset Worldwide Express, ha delineato l'importanza sempre maggiore del mercato dell'e-commerce e dell'e-export, che ha raggiunto un volume di scambi transfrontalieri di circa 1,5 trilioni di dollari.

Ha sottolineato come i canali di distribuzione commerciale siano notevolmente cambiati negli ultimi anni, con produttori e consumatori che completano tutte le transazioni su un'unica piattaforma di mercato, eliminando i tradizionali intermediari. La Turchia, secondo Tekin, potrebbe trarre grande vantaggio dal settore logistico, che rappresenta circa il 30% dei costi totali del commercio elettronico globale, stimato attorno ai 150 miliardi di dollari annualmente.

La compagnia aerea nazionale turca, con voli verso 110 paesi e 300 città, offre un'opportunità unica per la Turchia di diventare il leader regionale nel commercio elettronico transfrontaliero.