Le aziende petrolifere attive in Grecia stanno cercando partner per condividere i costi dell'esplorazione e delle trivellazioni, in seguito al completamento, un anno fa, delle indagini sismiche sui blocchi offshore. La fase successiva del programma di idrocarburi greco si concentra principalmente sulle regioni ad ovest e sudovest di Creta, con principali attori come il consorzio ExxonMobil - Helleniq Energy e Energean - Helleniq Energy per il "Blocco 2" vicino alla costa nord-occidentale di Corfù, nel Mar Ionio.
Tuttavia, la situazione si complica per il blocco di Ioannina, gestito da Energean, a causa di nuove controversie legali sollevate da residenti locali e organizzazioni che contestano l'approvazione dei termini ambientali. Di conseguenza, un investimento significativo di 35-40 milioni di euro per la prima fase di trivellazione risulta ora incerto, con il Consiglio di Stato che si pronuncerà solo nell'ottobre 2024.
Nel frattempo, ExxonMobil, dopo il ritiro di Total Energies nel 2022 a causa delle lentezze giudiziarie, ha preso il comando dei concessionari "Ovest di Creta" e "Sudovest di Creta", collaborando con HELLENiQ ENERGY per le indagini, e sta valutando la possibilità di iniziare le trivellazioni in un periodo di 12-18 mesi. In aggiunta, pochi giorni fa il governo ha annunciato la creazione di un parco marino nell'area del "Blocco 10" nel Mar Ionio, già concesso per l'esplorazione a HELLENiQ ENERGY, dove sono stati già spesi diversi milioni di euro in indagini sismiche.
Questi sviluppi, insieme ai ritardi nelle decisioni giudiziarie, stanno creando ulteriori ostacoli nel settore petrolifero greco, portando a uno stallo di tutte le nuove iniziative di investimento. Le aziende del settore stanno valutando attentamente i loro passaggi futuri in un mercato ora contrassegnato da incertezza e complessità crescenti.