Le negoziazioni sulle condizioni elettorali tra il governo e l'opposizione, tenutesi in Serbia, sono terminate senza alcun accordo. La delegazione di opposizione ha abbandonato la riunione in segno di protesta, sostenendo che la coalizione al potere non è disposta a discutere le loro richieste, creando dubbi sulla legittimità delle prossime elezioni.
Nonostante Anna Brnabic, la presidente del Parlamento serbo, abbia insistito che l'opposizione aveva solo bisogno di "bussare alla sua porta" per risolvere tutti i problemi attraverso il dialogo, sembra che i rappresentanti del governo non siano disposti a soddisfare le tre principali richieste dell'opposizione. Queste richieste includono la formazione di una commissione con poteri esecutivi per controllare l'elenco degli elettori, l'apertura dei media, in particolare su RTS, e lo svolgimento delle elezioni locali e di Belgrado il 2 giugno.
La mancanza di progresso nelle trattative ha spinto l'opposizione a lasciare il tavolo delle trattative. Infine, i funzionari dell'opposizione hanno dichiarato che potrebbero non partecipare alle elezioni di Belgrado a causa del rifiuto del governo di accettare le loro richieste.
Ai negoziati hanno partecipato anche l'ambasciatore americano in Serbia Christopher Hill e il capo della delegazione dell'Unione europea Emanuel Gioffre. Hill ha aggiunto che alla comunità internazionale non piace il boicottaggio come soluzione per superare il problema, sottolineando di essere lieto che il dialogo si sia svolto in un clima positivo.