L'Iraq sta per riaprire un oleodotto che consentirà l'esportazione di 350 mila barili di petrolio al giorno in Turchia entro la fine del mese, ha annunciato il Vice Ministro del Petrolio iracheno Basim Mohammed. Il vice ministro riferisce che il nuovo oleodotto fornirà un'alternativa al precedente oleodotto Kirkuk-Ceyhan, chiuso da qualche mese.
L'annuncio arriva in un momento in cui le relazioni tra Iraq e Turchia stanno diventando sempre più forti. Il governo iracheno ha deciso di riaprire l'oleodotto a lungo inutilizzato, in opposizione all'accordo di condivisione della produzione firmato dall'autorità curda dell'Iraq con aziende straniere.
Il flusso dal nuovo oleodotto è stato interrotto dopo gli attacchi dell'ISIS nel 2014 e si riferisce che sia stato danneggiato. "I lavori di riparazione sono in corso e un'importante stazione di pompaggio di petrolio grezzo è stata completata insieme alle strutture di stoccaggio. La riapertura del nuovo oleodotto segue la sospensione del precedente oleodotto Kirkuk-Ceyhan il 25 marzo 2023, dopo una decisione di un tribunale arbitrale secondo la quale violava le condizioni di un accordo del 1973 facilitando l'esportazione di petrolio dalla regione semi-autonoma del Kurdistan senza l'autorizzazione di Baghdad.
La Turchia aveva interrotto tutte le negoziazioni per la riapertura a causa di richieste conflittuali tra il governo curdo e quello federale. Due funzionari iracheni del petrolio e un consulente energetico del governo hanno riferito che Baghdad si oppone alla richiesta dei curdi di pagare un pedaggio di 6 dollari a barile all'azienda petrolifera russa Rosneft, che possiede una parte dell'oleodotto.
Il rinnovamento del vecchio oledotto è stato visto come parte delle trattative per l'estensione dell'accordo sulle operazioni dell'oleodotto Iraq-Turchia (ITP), che è stato rinnovato per 15 anni nel 2010 e scadrà a metà del 2025.