La Turchia ha revocato la cittadinanza al leader dei Fratelli Musulmani, Mahmoud Hussein, insieme ad altri quattro cittadini egiziani residenti in Turchia, membri dei Fratelli Musulmani. La conferma di tale misura è giunta all'indomani della visita del Presidente turco al Cairo, suggellando così la totale normalizzazione dei rapporti con l'Egitto.
In particolare, tale decisione si colloca nel quadro del piano di sicurezza che ha previsto la revisione della concessione della cittadinanza turca ad almeno 50 cittadini egiziani, i quali hanno fatto richiesta della naturalizzazione in Turchia nel corso degli anni a partire dal 2015. Tale processo di revisione, che si colloca nel contesto del ripristino delle relazioni diplomatiche e politiche tra i due Paesi, ha coinvolto le figure dirigenziali della Fratellanza musulmana e giovani membri a cui è stato ritirato il passaporto turco, in quanto ritenuti non idonei, circa due mesi fa.
Va in merito osservato che, nonostante Hussein non fosse implicato nelle accuse di speculazione, le autorità turche si sono appellate alla presenza di “vizi procedurali”, spiegando che le procedure di naturalizzazione erano state accelerate e che la richiesta di cittadinanza “per motivi di investimento” era incompleto e mancante di molti documenti necessari. Inoltre, a seguito dell’implementazione di tale campagna di sicurezza voluta da Ankara, molti leader dei Fratelli Musulmani hanno iniziato a lasciare il territorio turco, insieme al personale dei media, ai membri del movimento “Hasm” associato alla Fratellanza, e ad accademici impiegati nelle università turche, in ragione delle restrizioni e alle limitazioni alla loro attività sul territorio turco.