La visita del presidente Recep Tayyip Erdogan in Egitto, per la prima volta in 12 anni, ha sollevato molteplici interrogativi tra gli analisti. Per alcuni, tali evento viene considerato una “pietra miliare” nelle relazioni tra i Paesi del Mediterraneo, mentre per altri è divenuto il sintomo che le dinamiche regionali sono cambiate.
L'obiettivo di Turchia ed Egitto è senz'altro quello di instaurare una cooperazione congiunta ai fini della stabilizzazione della Palestina, per poi partecipare in maniera congiunta alla ricostruzione di Gaza, destando ovvie preoccupazioni nel Governo greco. Si può infatti ipotizzare che l'Egitto possa fungere da mediatore sulla questione del confine marittimo tra Turchia e Grecia.
Inoltre Ankara sta negoziando la vendita all'Egitto di droni armati "Bayraktar TB2 (UCAV)", per cui l'interesse nutrito dall'industria militare turca è indubbio. A livello globale, l'evento è stato descritto come un 'macigno' nella storia delle relazioni tra i due paesi, segnando l'inizio di un nuovo periodo di amicizia e cooperazione.
Certamente il mondo sta guardando con grande interesse al fatto che i due giganti regionali cerchino una maggiore cooperazione e un dialogo più stretto.