Il settore energetico si conferma leva strategica della proiezione regionale di Ankara nel Mediterraneo orientale. Nel quadro del memorandum d'intesa firmato il 10 luglio 2026 tra Turchia e Repubblica Turca di Cipro del Nord (KKTC) è iniziata la costruzione di una conduttura di circa 101 km (97 in mare, 4 a terra), con capacità di 10 miliardi di metri cubi annui e flusso bidirezionale.
In una prima fase la Turchia rifornirà l'isola per elettricità, turismo e uso residenziale; in prospettiva il gas eventualmente scoperto al largo potrà risalire verso la Turchia e da lì verso i mercati del continente. Il ministro dell'Economia e dell'Energia della KKTC, Olgun Amcaoğlu, e quello turco, Alparslan Bayraktar, ne rivendicano la valenza strategica; le licenze nelle acque cipriote turche sono in capo alla TPAO.
L'area, stimata in 3.500 miliardi di mc di gas e un valore di 1,5 trilioni di dollari, resta contesa tra Turchia, KKTC, Israele, Libano, Egitto, Siria e Cipro/Grecia.