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Mosca prepara un sistema digitale controllato

La Russia accelera la riorganizzazione del mercato delle criptovalute su due fronti paralleli: limita il mining in alcune aree strategiche e, contemporaneamente, definisce le regole per integrare gli asset digitali nel sistema finanziario nazionale.

Osservatorio Italiano · · OI-006054 · 3 min di lettura

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Il divieto di mining introdotto dal 15 agosto in diverse aree, tra cui Mosca, si accompagna al nuovo quadro regolamentare che entrerà pienamente in funzione dal 1° settembre, con la Banca Centrale incaricata di definire gli standard per exchange e depositari digitali. Il risultato potrebbe essere un mercato crypto più istituzionalizzato, ma anche più concentrato e costoso, con vantaggi soprattutto per i grandi operatori finanziari.

Il governo russo ha esteso fino al 31 dicembre 2032 il divieto di mining di criptovalute a Mosca, nella regione di Mosca e in nove territori della regione di Kursk. Parallelamente, la Banca Centrale sta completando il quadro normativo necessario al funzionamento del mercato organizzato delle criptovalute e degli asset finanziari digitali, che dovrebbe partire con l'entrata in vigore della nuova legge il 1° settembre 2026. Il 2 agosto è terminata la raccolta delle proposte sulla prima delle disposizioni attuative, relativa alle modalità di negoziazione e alla determinazione dei prezzi di mercato.

Il passaggio più rilevante riguarda la nascita dei depositari digitali, che dovranno custodire e contabilizzare gli asset e verificare le operazioni dei clienti. La Banca Centrale propone requisiti patrimoniali elevati: almeno 50 milioni di rubli, 100 milioni per chi opera con sistemi esteri e oltre 250 milioni per i depositari di regolamento. Gli operatori dovranno inoltre mantenere diversi registri delle operazioni e investire in infrastrutture di sicurezza e sistemi di backup. Gli investimenti necessari per creare o adeguare l'infrastruttura potrebbero raggiungere centinaia di milioni di rubli, rendendo difficilmente sostenibile l'ingresso di piccoli operatori.

L'effetto sarà probabilmente duplice. Da un lato, la Russia ottiene maggiore tracciabilità e controllo sulle transazioni digitali, portando il mercato crypto dentro un perimetro finanziario nazionale. Dall'altro, l'aumento degli obblighi e dei costi potrebbe rendere le operazioni più lente e più costose rispetto ai sistemi decentralizzati. Perciò questi due provvedimenti mostrano una strategia coerente. Mosca non sta cercando di eliminare le criptovalute, ma di selezionare e controllare il modo in cui possono svilupparsi sul territorio russo. Il mining viene limitato dove è considerato problematico, mentre la componente finanziaria viene progressivamente istituzionalizzata attraverso depositari, piattaforme regolamentate e requisiti patrimoniali. Il risultato atteso è un ecosistema crypto russo meno decentralizzato e più integrato nel sistema finanziario ufficiale, nel quale le grandi banche e gli operatori dotati di capitale e infrastrutture saranno probabilmente i principali beneficiari.

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